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Posts Tagged ‘resistenza’

L’ultima canzone meravigliosa di Antonio Di Carlo, un giovane Resistente, Agenda Rossa, Compagno di battaglie per la legalità e per un paese migliore.

Grazie per l’onore che mi hai dato

Grazie per la tua sensibilità

Grazie per tutte le volte che il mio sguardo ha avuto il privilegio di incontrare il tuo, in tutta Italia, sempre presente, con l’Agenda Rossa alzata a cielo.

Questo è il suo blog: http://resistenzalibera.blogspot.com il blog di un piccolo grande Genio

Helene

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Dopo la pubblicazione dell’articolo che potete leggere qui sotto, Gianluca Manca, fratello di Attilio vittima di mafia, ha subito un ennesimo atto intimidatorio.
La mafia però non ha fatto bene i conti questa volta, la resistenza non è fatta da ignorantelli che si lasciano intimidire, la resistenza è fatta da gente che non si fermerà davanti a nulla.
Poco importa ciò che deciderete di fare da adesso in poi, noi non ci fermeremo, ma anzi, ad ogni atto intimidatorio faremo tutti da cassa di risonanza!
Potete continuare a spaccare parabrezza e altri oggetti materiali, potete anche uccidere, noi andremo avanti fino a quando gli assassini di Attilio Manca non saranno arrestati!
E adesso, chiedo a tutti, utenti, blogger, gestori di siti, tutti, di divulgare anche più volte al giorno quest’articolo perché l’unione fa la forza!
Perché questi mafiosi capiscano che la famiglia Manca non è sola, perché capiscano che noi siamo più forti di loro e che hanno già perso, è solo questione di tempo!
Helene Benedetti

Il comunicato di Gianluca Manca:
Mi rivolgo a quei barcellonesi proprietari di quella terrazza, nel cui spazio sottostante, oso parcare la mia autovettura…!!!
POTETE GRAFFIARE ( COME E’ ACCADUTO RECENTEMENTE ), ROMPERE IL PARABREZZA ( COME E’ ACCADUTO OGGI…!!! ) POTETE, VOLENDO, ANCHE DISTRUGGERE LA MIA AUTO…!!!
Questo, fortunatamente, è un danno riparabile…!!!
UN DANNO IRRIPARABILE E’ STATO COMPIUTO A VITERBO TRA L’11 ED IL 12 FEBBRAIO 2004…!!!
PER QUEST’ULTIMO DANNO NON SMETTERO’ MAI DI LOTTARE PER AVERE VERITA’ E GIUSTIZIA!!!
Barcellona P. G. ( ME ) lì, 22.04.2010
Gianluca Manca
L’articolo che ha infastidito i disonesti:

di Helene Benedetti (Informare per Resistere)

-pubblicato su http://www.antimafiaduemila.com -17 aprile 2010-

Barcellona Pozzo Di Gotto(ME), paese dov’è radicata una forte organizzazione di stampo massonico-mafioso, c’è il Convento dei Frati Minori di Sant’Antonio da Padova.
La sacra struttura, ospitò, fino all’anno 2002, il frate Salvatore Massimo Ferro, che continuava, seppur saltuariamente, a frequentare il convento di Barcellona Pozzo di Gotto, dopo che fu trasferito a Messina.
Il frate Salvatore Massimo Ferro è figlio di Antonio Ferro, capo mandamento di Cosa Nostra di Canicattì(AG), nonché compare di Bernardo Provenzano.
E’ fratello di Calogero Ferro, condannato per associazione mafiosa.
E’ fratello di Gioacchino FerroRoberto Ferro, entrambi arrestati perassociazione mafiosa, facevano parte del tessuto associativo di Bernardo
Provenzano
, curavano i suoi interessi, i suoi affari, la corrispondenza, gli spostamenti, e veicolavano il denaro sporco dello stesso Provenzano. Ferro Gioacchino è ancora detenuto. Ferro Roberto è stato assolto.
E’ nipote di Salvatore Ferro, un fedelissimo di Bernardo Provenzano al punto di essere fra i pochissimi prescelti a partecipare al summit del 31 ottobre del 1995 a Mezzojuso(PA), riunione che determinò il rinnovamento di Cosa Nostra.
E’ strettissimo parente di una famiglia mafiosa completamente implicata negli affari di Bernardo Provenzano.
Nonostante queste parentele imbarazzanti, non è mai stato allontanato dalla Sicilia.
Sappiamo che Provenzano si è rifugiato a Barcellona Pozzo di Gotto perché ci sono delle intercettazione ambientali che ne danno certezza. La sorella del boss Bisignano parlando con un immobiliarista disse: “Avevano ragione i Manca, che dicono che suo figlio ha visitato Provenzanotutti lo sapevamo che “iddu” era qua.” Tuttavia non è mai stata fatta indagine accurata per scoprire dov’era nascosto esattamente il boss latitante.
Nell’anno 2003 un tumore alla prostata colpì Bernardo Provenzano, Attilio Manca era uno dei migliori urologi d’Italia, fu uno dei primi adeseguire la prostatectomia in laparoscopia, aveva studiato in Francia questa nuova tecnica, ed era originario di Barcellona Pozzo di Gotto.
Bernardo Provenzano è stato per ben 2 volte ricoverato a Marsiglia, in 2 cliniche differenti, entrambe le volte sotto falso nome: Gaspare Troia.La prima volta, dal 7 al 10 luglio 2003 per esami in una piccola clinica privata di La Ciotat. La seconda volta, il 29 ottobre 2003 nella
clinica privata “Casamance”di Aubagne. Occupò la stanza numero 7, gli venne asportato un tumore alla prostata col metodo della laparoscopia.
I genitori di Attilio Manca dicono di aver ricevuto, in quei giorni, unatelefonata del figlio Attilio in cui disse di essere in Francia per assistere ad un intervento, e, per la prima volta, non sarebbe tornato a casa per le festività, vi farà ritorno il 5 novembre. Il ritorno di Bernardo Provenzano in Sicilia è stato il 4 novembre.
Nelle indagini  si nomina un urologo siciliano, un urologo che non è maistato trovato.
Dalle dichiarazioni fatte da un anonimo al Maresciallo Guazzelli (ucciso nel 1992), sappiamo che Bernardo Provenzano era conosciuto dalla mafia di Sambuca di Sicilia,  come “un uomo che non ammetteva errori, era un individuo pieno di soldi, una persona che andava per le spicce, faceva uccidere anche al minimo dubbio”; da qui, capiamo che Provenzano non
avrebbe avuto alcuno scrupolo a risparmiare la vita al medico che lo curò. Attilio Manca era una specie di luminare, forse era un ragazzo anche ingenuo, in fondo aveva passato la vita sui libri e nelle sale operatorie, a 34 anni era un medico raro nel suo genere.
Ora,  un uomo con tutti quei soldi, che  da latitante va ad operarsi a Marsiglia sotto falso nome, ovviamente pretende il miglior medico in Italia. Chi è stato questo medico? Attilio Manca, originario di Barcellona Pozzo di Gottoterritorio di Provenzano.
A questo punto bisognerebbe chiedersi chi è il tramite fra un boss mafioso latitante da oltre quarant’anni ed un ragazzo tanto onorevole?
Ugo Manca, pregiudicato per detenzione abusiva di arma, e condannato in 1° grado per traffico di droga (di recente assolto in appello), frequentatore di molti personaggi di interesse investigativo come AngeloPorcino, Lorenzo Mondello, Rosario Cattafi ed altri, è il cugino in primo grado del dottor Attilio Manca. È sua l’impronta che venne rilevata nel mese di marzo nella casa di Viterbo in cui venne ritrovato il corpo dell’urologo. Ugo Manca giustificò l’impronta dicendo di essere stato nella casa del cugino il 15 dicembre 2003. Evidentemente Ugo Manca non sapeva che la famiglia del medico ucciso era stata a casa di Attilio il 23 e 24 dicembre, e la madre aveva provveduto ad una profonda pulitura di tutta la casa e del luogo dove fu ritrovata l’impronta.
Inoltre, la polizia scientifica, al momento del rilevamento dell’impronta, dovrebbe essere in grado di rilevare quando l’impronta è stata lasciata; ma alla procura di Viterbo questi particolari non
interessano.
Il ruolo di Ugo Manca nella vicenda non si ferma qui, in una telefonata ai genitori 10 giorni prima di morire, Attilio chiese informazioni su un tale Angelo Porcino (lo ritroveremo nel 2007 in carcere con l’accusa di tentata estorsione con l’aggravante mafiosa), perché era stato
contattato telefonicamente dal cugino Ugo Manca e questi gli aveva preannunciato che Porcino sarebbe andato a trovarlo a Viterbo per un consulto. Quindi, Ugo Manca era il chiaro tramite fra Attilio e un personaggio legato alla mafia Barcellonese.
I rapporti fra Ugo Manca Angelo Porcino, diventano palesi anche da un altro “piccolo” dettaglio: furono sorpresi insieme ad un summit di sospetto sapore mafioso il 7 maggio 2002.
Il giorno dopo il ritrovamento del cadavere del cugino, Ugo Manca si recò alla Procura della Repubblica di Viterbo per sollecitare, a nome dei genitori del medico, la restituzione del corpo e il dissequestro dell’appartamento. Ma il padre e la madre di Attilio, ascoltati dal pm, hanno dichiarato di non aver mai chiesto al loro nipote di fare tali richieste.
Il caso Manca, a distanza di tutti questi anni, resta ancora un grande eimbarazzante mistero sotto tutti i fronti; la Procura di Viterbo continua a non indagare, il Vaticano e l’Ordine dei Frati Minori di Sant’Antonio da Padova non hanno mai provveduto a far trasferire da subito e molto lontano un frate con una posizione tanto imbarazzante, anzi, il frate Salvatore Massimo Ferroha denunciato per diffamazioni l’avvocato della famiglia Manca, Fabio Repici. Anche la madre di Attilio è stata denunciata dal Rev.do Fr. Matteo Castiglione.

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/27506/78/

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Cari compagni, care compagne,

vi sto leggendo demoralizzati e delusi… lo sono anch’io, moltissimo, ma davvero vi aspettavate altro?

Buttarsi a terra ora, vorrà significare che in fondo non siamo poi dei grandi guerrieri come pensavo. Buttarsi a terra ora, significa che in fondo eravamo strumentalizzati dalla politica. Buttarsi a terra ora, significa che il vostro punto d’arrivo era solo politico, ed io so che non è così! Non per tutti, non per quelli che porto nel mio cuore e su cui conto!!!

Cari amici, abbiamo condiviso molte lotte,  non illudiamoci, lo abbiamo fatto soprattutto per cambiare il sistema, un sistema non si cambia con un anno di battaglie… siamo cresciuti molto, siamo in continua crescita e questo è un ottimo segno… ma il sistema non lo cambieremo in un anno o due… o 5, o 10… per cominciare davvero a cambiare il sistema ci vorranno almeno altri cinquant’ anni… noi non godremo i benefici delle nostre lotte, forse cominceranno a vederli i nostri figli, o i nostri nipoti.

Noi siamo la storia, il cambiamento, la coscienza… noi siamo il frutto della rete, dell’informazione pulita, noi siamo l’unica speranza del paese!!!

Ora dovete raccogliere le vostre forze, dovete ritrovare la vostra grinta, la vostra determinazione, io vi voglio ancora più agguerriti… siamo tantissimi, in questo ultimo anno siamo cresciuti a dismisura…la sconfitta politica di oggi ci fa solo capire che non siamo ancora abbastanza, questo è l’unico segnale che ci deve arrivare, un segnale che deve farci capire che siamo sulla strada giusta e che stiamo facendo bene!

Tornate indietro con la mente a qualche mese fa e ricordate queste citazioni:

Non è il tempo di piangere, è il tempo di reagire!

Io non voglio vedervi piangere, io non voglio farvi piangere, IO VOGLIO FARVI INCAZZARE!

Guardate ancora una volta questo video

E ditelo! Io lo sto dicendo immaginando i vostri volti, i volti di tutti voi, uno per uno “NOI NEPPURE!!!

RRRESISTENZAAAAAAAAAAA!!!!!

Helene Benedetti

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