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Questo blog si ferma qui perchè ho deciso di aprire un dominio che mi permetterà di essere più libera e per cui prometto molta più costanza

E’ ancora un blog in costruzione, sono un’imbranata, abbiate tanta pazienza🙂

Spero che tutti quelli che mi hanno seguito qui mi seguiranno anche sull’altro indirizzo

A tutti quelli che si sono invece iscritti per errore e curiosità e che magari non sapevano di ricevere una mail ad ogni mio post… se per piacere vorrete ricommettere lo stesso errore mi farete felice…. ma dico davvero… perchè non c’è soddisfazione più grande di quella di sapere che quando urli qualcuno ti sta a sentire.

Questo è il mio blog definitivo:

www.decretino.it


P.S. “decretino” sta per “decreto”…. ce l’avete presente quando fanno un “decretino” salva premier? No, perchè mica tutti lo capiscono…. ecco, volevo dirlo, casomai qualcuno si sia chiesto  “ma perchè un nome così cretino?”

L’ultima canzone meravigliosa di Antonio Di Carlo, un giovane Resistente, Agenda Rossa, Compagno di battaglie per la legalità e per un paese migliore.

Grazie per l’onore che mi hai dato

Grazie per la tua sensibilità

Grazie per tutte le volte che il mio sguardo ha avuto il privilegio di incontrare il tuo, in tutta Italia, sempre presente, con l’Agenda Rossa alzata a cielo.

Questo è il suo blog: http://resistenzalibera.blogspot.com il blog di un piccolo grande Genio

Helene

Le mogli che non si lasciano intimorire possono vedere assolti i mariti violenti.

La Cassazione ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito, perché l’uomo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti, in quanto la moglie ”non era per nulla intimorita”, ma solo ”scossa ed esasperata”da maltrattamenti e percosse che duravano da 3 anni.

Questa è l’ennesima vergogna maschilista di un paese che non tutela le donne che subiscono violenze.

8 casi di violenza fisica e di molestia su 10 avvengono in casa, nel 70% per mano del partner.

Il 69% degli stupri è commesso da un partner.

Il 90% delle violenze non viene denunciato.


Le violenze fisiche, sessuali, psicologiche ed economiche sono ancora un tabù, le donne che denunciano sono ancora pochissime, anche se in crescita.

Ci sono una serie di motivazioni legate alla cultura e alla psicologia che si innesca nelle vittime; ma non possiamo non tener conto delle negligenze di un governo che di fatto non tutela la donna vittima di violenze.

Una donna maltrattata, senza lavoro, con figli piccoli e senza una famiglia alle spalle, in Italia è perduta!

Molti di voi penseranno “Ma ci sono le associazioni che le tutelano” , non è affatto vero. Le associazioni per i diritti delle donne maltrattate offrono in modo completamente gratuito il primo incontro legale e psicologico, poi, con qualche sconto, la donna deve provvedere a pagare le spese legali.

Questa è la situazione delle donne nel nostro paese, era così ancora prima del governo Berlusconi, e con le ministre/veline che abbiamo non credo che le cose migliorino.

Mentre il governo si fa le leggi, probabilmente in questo momento molte donne stanno subendo in silenzio una realtà atroce.

Helene Benedetti

di Helene Benedetti

Pubblicato dalla testata giornalistica Julienews

La coppetta mestruale è una valida alternativa, sana, ecologica ed economica, all’uso degli assorbenti interni, esterni e salvaslip. A differenza degli assorbenti, che appunto assorbono, la coppetta mestruale raccoglie il ciclo al suo interno per poi essere svuotata. In Italia è ancora poco conosciuta, mentre all’estero viene usata da tantissimi anni.
La coppetta mestruale si presenta come una specie di imbutino in silicone trasparente o di vari e bellissimi colori. Il consiglio è di utilizzare quelle trasparenti non avendo certezza della non tossicità dei coloranti utilizzati.
Gli assorbenti, interni ed esterni vengono trattati con sbiancanti chimici e fibre sintetiche, spesso, possono provocare allergie, fastidi e bruciori; inoltre, il materiale di punta degli assorbenti è il rayon, fibra ad alto potere assorbente e meno costoso del cotone, ma la principale causa possibile di sindrome da Shock Tossico (TSS) sta proprio nella sua alta possibilità di imbibizione.

Usarla è semplicissimo, per il primo utilizzo va sterilizzata in acqua bollente per 5 minuti, successivamente potrete usare l’Amuchina. Una volta sterilizzata, con le mani pulite, la potrete piegare e posizionare all’interno della vagina (nelle confezioni troverete il foglietto illustrativo e in rete ci sono anche dei video che spiegano passo passo il modo in cui va inserita e rimossa); grazie al morbido silicone, troverà da sola la sistemazione migliore; non si sposterà perché sarà fissata a ventosa, non si perderà all’interno del vostro corpo, non si scioglierà e non scoppierà… starà li ferma ad aspettare che entro 4 o 5 ore la rimuoverete per svuotarla.
Oltre ad essere un notevole risparmio, perchè riutilizzabile per oltre 10 anni, la coppetta mestruale è anche ecologica. Se si pensa che per lo smaltimento di un assorbente in una discarica ci vogliono 500 anni, calcolando che solitamente il ciclo si presenta a 12 anni per salutarci intorno ai 50 anni, quindi con una media di 38 anni di fertilità avremo 456 cicli mestruali, per 5 giorni di ciclo possiamo ipotizzare l’uso di 25 assorbenti 456 x 25=11.400 assorbenti per una sola donna!!! Quindi, oltre al beneficio ecologico ambientale, ora, andate a guardare il prezzo dei vostri assorbenti e fate il conto su quanti soldi risparmierete usando la coppetta mestruale.
La coppetta mestruale non è facilmente reperibile in commercio, la potrete comprare o ordinare nei negozi NaturaSì, in alcuni punti Coop, presso alcune farmacie e erboristerie e su Internet; Il costo varia dai 12 ai 38 euro.
Per farvi conoscere meglio la coppetta mestruale, ho preferito lasciar parlare un campione scelto a caso tra 4 donne che la usano, nessuno meglio di loro saprà parlarci di questo nuovo modo di affrontare il ciclo mestruale.

Laura Rigoni, 35 anni, sceneggiatrice

Com’è stato usarlo la prima volta?
Metterla è stata facilissimo (anche se ero tesa come una corda di violino).
Toglierla, piuttosto difficile: tiravo tiravo e tiravo senza esito (non considerando l’effetto “ventosa”).
Non conoscevo nessuna che l’avesse provata a cui chiedere consigli, e già mi vedevo al pronto soccorso per farmela estrarre.
Dopo una breve crisi isterica, ho letto bene le istruzioni, e ho capito di dover afferrarla e schiacciarla un po’ per eliminarne l’aderenza.
Non essendo abituata a frugarmi dentro (così in fondo, poi!), la prima volta è stato un po’ sgradevole e inibente. Anche perché c’era un’altra cosa che non sapevo: si può spingere verso l’esterno la coppetta con semplici contrazioni dei muscoli vaginali (anche per quello ci vuole un po’ di pratica, ma ora sono diventata bravissima).
Nei giorni successivi, però, ho potuto fare esercizio.
Negli anni è diventato così semplice che faccio fatica a ricordare quei primi momenti.
Un po’ come la prima lezione di guida: ti sembra impossibile poter riuscire davvero a maneggiare un aggeggio estraneo senza nemmeno pensarci.

Ora la uso da tre anni e l’ho cambiata in spiaggia, in mezzo alla foresta, in aereo… insomma, praticamente ovunque.
Nelle situazioni estreme cerco di avere con me una bottiglietta d’acqua e l’amuchina tascabile per disinfettarmi le mani (sono le tue dita che portano i batteri: non la mooncup!), ma proprio in viaggio ne apprezzo di più i vantaggi, in termini di comodità (piuttosto che non avere bustine di assorbenti nascoste qua e là!).

La candida, che mi perseguitava quando usavo assorbenti interni, è scomparsa. Non guardo più se sul calendario è previsto l’arrivo del mio ciclo quando ricevo un invito al mare o in piscina, e non penso più a vestiti che “nascondano” eventuali assorbenti esterni.

I pro e i contro
Pro:
comodità, nessun cattivo odore né su di me, né dentro il cestino del bagno (poi la ginecologa mi ha spiegato che l’odore è provocato dal sangue a contatto con l’aria, ma con la mooncup questo contatto dura il tempo di buttare il sangue e lavare la coppetta), nessun impatto ambientale, salute (per la prima volta nella mia vita ho fatto tre pap test di fila senza tracce di candida).

Contro:
bisogna fare pratica e aver pazienza per imparare a usarla.
Ma ho capito che il problema non è la coppetta, bensì la confidenza che si ha con il proprio corpo.
Finché ero piena di ansie era tutto difficilissimo.
Nel momento in cui mi sono rilassata, è diventato facile e incredibilmente veloce.

Non tornerei mai agli assorbenti o tamponi!!! Mooncup fino alla menopausa!!!

Azzurra Cancelleri 26 anni, studentessa di economia
“Ho conosciuto la coppetta mestruale grazie ad un amico che la promuoveva, più per l’aspetto ecologico che altro, e già mia aveva convinta.
In seguito ho avuto modo di parlare con la sua fidanzata, che la coppetta la usa da parecchio tempo e lì è stato amore!
Purtroppo qui nel sud Italia è difficile trovarla nei negozi, per questo ho aderito ad uno dei gruppi d’acquisto e in poco più di un mese la coppetta era mia.
Prima di usarla la guardavo e avevo delle perplessità: a volte mi sembrava troppo grande, a volte troppo piccola, a volte la trovavo geniale altre scomodissima, mi rivedevo a ruota il video dimostrativo nella speranza di non avere poi difficoltà nell’uso.
Finalmente’ arriva il primo giorno di ciclo. Sterilizzo la mia coppetta, inserisco e … WOW!
E’ facilissima da inserire ma anche da togliere, è assolutamente impercettibile, contiene anche un flusso abbondante, toglie il pensiero “avrò l’assorbente di ricambio in borsa? “, è economicamente vantaggiosa (con una spesa di 20 euro circa si sta tranquilli per anni) e infine è ecologica.
Se penso al fatto che gli assorbenti che comunemente usiamo sono “trattati” per renderli bianchi mi rendo conto che è l’alternativa ‘sana’. Quelli della farmacia in puro cotone che costano un occhio, mi convincono sempre di più a non tornare, assolutamente, indietro; Neanche quando vedo le pubblicità che ci spiegano come il filtrante seta o l’interno odor control, ci possano fare sentire libere, fresche e asciutte.
La mia LadyCup con il suo sacchettino a pois rossi è la mia soluzione.”

Serena Serino, 26 anni, ballerina laureata in traduzioni e interpretariato
Ciao a tutte, mi chiamo Serena Serino,
ho 26 anni, sono una ballerina, laureata in traduzione e interpretariato e nel tempo libero, oltre a cantare e suonare mi occupo di “educazione ambientale” nei termini di sensibilizzazione in merito a quanto il nostro attuale modo di vivere quotidiano abbia un impatto negativo sull’ambiente e di conseguenza sulla nostra salute, e su quanto tutte le nostre piccole azioni quotidiane potrebbero, se orientate verso il rispetto nei confronti della vita e dell’ambiente in cui viviamo, fare la differenza. Da due anni uso la coppetta mestruale.
Ora vi racconto la mia esperienza:
Sono venuta a conoscenza dell’esistenza di questa coppetta, in particolare, della Mooncup, attraverso il forum del Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli, e, in tutta sincerità, non credevo che l’avrei mai utilizzata, perché le mie associazioni mentali, mi suggerivano qualcosa di sporco, scomodo e antigienico … insomma, un po’ la reazione di tutte quelle che non l’hanno mai provata.
Poi, una sera, in una pizzeria del centro storico di Napoli, accompagno una mia amica in bagno, la aspetto fuori, e quando esce, mi racconta di aver appena effettuato il temutissimo “cambio fuori casa” della coppetta mestruale, praticamente in due minuti !
Io, stupita, inizio con le domande a raffica, e lei mi racconta che è comodissima, che si sterilizza prima di inserirla e che quindi è molto più igienica degli assorbenti tradizionali, che non è trattata con sostanze chimiche e che, come avevo potuto constatare, anche fuori casa bastano pochissimi minuti per svuotarla, sciacquarla e reinserirla.
Il fatto che una persona a me vicina, utilizzasse la coppetta mestruale senza problemi e che anzi, ne fosse entusiasta, mi ha fatto superare quella stessa barriera di diffidenza con la quale faccio i conti ogni volta che parlo della coppetta a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare e che fondamentalmente non l’ha mai provata.
Se questa mia amica non mi avesse rassicurato su tutta una serie di dubbi e perplessità probabilmente non avrei avuto il coraggio di provare, quindi approfitto per ringraziare di tutto cuore Concetta Sorrentino senza la quale, con tutta probabilità oggi sarei ancora schiava degli assorbenti !
Per fortuna, dopo la chiacchierata con lei, ho subito deciso di inserirmi in un GAS, ovvero un gruppo d’acquisto solidale, tramite il Meetup, e dopo un paio di settimane, per ventisei euro circa, avevo una coppettina mestruale in silicone anallergico, nel suo bel sacchetto di cotone biologico, tutta per me !
La prima volta che l’ho inserita, mi veniva da ridere, al pensiero che avrei avuto dentro di me, questa specie di bicchierino a raccogliere il mio flusso mestruale, e chiaramente i primi giorni riuscivo anche a sentirne la presenza. Come tutte le cose nuove, avevo bisogno di prenderci confidenza, capire il modo migliore in cui inserirla, estrarla ecc … Già dopo un paio di giorni iniziai a scoprirne i vantaggi pratici, la comodità e ad esperire una naturale sensazione di benessere fisico, che, durante il ciclo mestruale, non avrei mai pensato di provare .
Oggi, a quasi due anni da quel giorno, so di aver fatto una delle scelte migliori della mia vita, perché:
– non soffro più di fastidi legati all’utilizzo di tamponi e assorbenti, che essendo trattati con sbiancanti chimici e fibre sintetiche, mi hanno sempre provocato allergia, irritazioni e bruciori, e a mia insaputa, nel caso degli assorbenti interni, di cui io ero una gran consumatrice, mi hanno sempre messo a rischio della TSS, la Sindrome da Shock Tossico, oltre ad aver costantemente alterato il mio equilibrio vaginale naturale, a causa del potere assorbente dei tamponi interni che, oltre al flusso mestruale, si portano via tutta una serie di secrezioni naturali che servono a proteggere le mucose vaginali.
– vivo il ciclo mestruale, nonostante i dolori, in maniera molto più comoda e sicura, senza il timore di sporcarmi, senza l’ansia di andarmi a cambiare ogni poche ore, (addirittura con la coppetta posso stare tranquilla fino 12 h) e nel caso in cui lo desideri, posso fare anche a meno dei vestiti e della biancheria intima! Tra i tanti vantaggi che ci sono nell’utilizzo la coppetta mestruale, non posso non citare, la comodità data dal fatto di poter inserire la coppetta, in tutta tranquillità e senza alcun tipo di controindicazione, anche diversi giorni prima dell’inizio del ciclo, evitando, così, brutte ed improvvise sorprese.
– sono felice di non produrre più migliaia di rifiuti non biodegradabili ne’ tantomeno riciclabili.
– non rinuncio a nessun tipo di attività sportiva, dalla danza alla piscina.
– non spendo più soldi in assorbenti. La mia coppetta dura circa 15 anni, e l’ho pagata 26 euro.

Alla domanda: “torneresti agli assorbenti tradizionali ? “
Rispondo: provate a chiedere ad un ex carcerato se vuole tornare in prigione …

Helene Benedetti di “Informare per Resistere

Di Helene Benedetti

Pubblicato dalla testata giornalistica: Julienews

La mafia non è più un problema unicamente siciliano o italiano. Che la mafia si sia estesa in tutta Europa è un dato di fatto. I nostri peggiori latitanti coltivano indisturbati i loro sporchi affari anche fuori dal territorio italiano. Se vivono la loro latitanza in Italia, si affidano comunque ai medici europei anche quando si tratta solo di piccoli ritocchi di chirurgia estetica.

Dati allarmanti però giungono da Marsiglia, città che, da tempi antichi, si intreccia con le mafie di tutto il mondo. Fin dal dopoguerra, Marsiglia è stata il centro nevralgico della mafia internazionale.

Bernardo Provenzano, latitante per ben 43 anni, andò a Marsiglia 2 volte, in 2 cliniche differenti:
Dal 7 al 10 luglio 2003 fu ricoverato nella clinica di La Ciotat per dei controlli.
Fu operato il 29 ottobre 2003 nella clinica di Casamance ad Aubagne, operazione pagata dalla Regione Sicilia allora gestita da Salvatore Cuffaro.
Pare che nella stessa clinica fu operato anche il boss Paolo Di Lauro. E sembrerebbe che, nella stessa clinica, il boss Giuseppe Falsone, arrestato lo scorso venerdì, abbia subito un piccolo ritocco di chirurgia estetica al naso.
Non possiamo parlare di coincidenze. Non si può far finta che tutto questo sia un caso, soprattutto quando si tenta di archiviare come suicidio un chiarissimo omicidio com’è quello del dottor Attilio Manca.
La presenza dei latitanti italiani in Europa non si ferma a Marsiglia: Il boss Paolo Di Lauro aveva dei negozi in Francia e per la precisione a  Nizza, Lione e Parigi
Umberto Onda, camorrista latitante dal 2007, è stato arrestato questa mattina mentre sbarcava da un traghetto proveniente dalla Grecia
Giovanni Strangio, boss della ndrangheta, responsabile della strage di Duisburg arrestato in Olanda nel 2009, è stato preso in casa dove viveva con sua moglie e suo figlio.
Francesco Schiavone, capoclan dei Casalesi, arrestato nel marzo del 2004 a Krosmos in Polonia, viveva in Ungheria.
Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993, a causa di una forma di strabismo, è stato operato il 6 gennaio 1994 nella prestigiosa clinica “Barraquer” di Barcellona, in Spagna.
Addirittura, i clan secondiglianesi, avevano magazzini e negozi sparsi in Europa, Portogallo, Austria, Finlandia, Germania, Spagna, Belgio, Inghilterra, Irlanda, Olanda e Danimarca.
Questi sono solo piccoli accenni, l’elenco è davvero preoccupante.
E allora, la mafia, è davvero solo cosa nostra?

Breve cronistoria di Sergio Cacioppo su Marsiglia:


Nel Novecento la mafia, sempre alla ricerca di nuovi luoghi trova una collocazione in Provenza, tanto più nel secondo dopoguerra, quando, a Marsiglia, la mafia riusciva a dominare il commercio degli oppiacei, raffinati in laboratori provenzali per essere immessi nelle rotte atlantiche.
Proprio in quei frangenti si imposero, per capacità organizzative e dispiego di mezzi, narcotrafficanti comeBarthélémyAntoine GuériniPaul MondoloniDominique e Jean VenturiXavier e Jean Francisci,Auguste Joseph Ricord.
Era ancora molto potente la French Connection, che, risalente agli anni di Paul Carbone François Spirito, integrava in quei frangenti boss assai quotati come il brasiliano Auguste Ricord e il sicilianoSalvatore Greco, oltre che i boss più potenti della mafia italo-americana, interessati all’eroina.
Negli anni cinquanta la mafia marsigliese intreccia rapporti con la mafia d’oltre oceano stringendo patti scellerati con uomini del calibro di Lucky Luciano.
Negli anni sessanta un potente boss mafioso fu ucciso in ospedale a Marsiglia, il suo nome è René Mondoloni, figlio naturale di Barthélemy (potente famiglia mafiosa).
Negli anni settanta dominò la scena Salvatore Riina che dimostrò di possedere una efferata vocazione alla forza a cui non seppe mai rinunciare.
Negli anni ottanta si scatenarono conflitti sanguinosi con la banda di Raymond Mihière, detto “il cinese”, e Souhel Hanna-Elias, “il libanese”, Marsiglia era divenuta la maggiore città europea dove le mafie siciliane, americane, africane, belghe, si scontravano per il controllo mondiale della droga.

Helene Benedetti di “Informare per Resistere”

Purtroppo per tutte noi, donne dai gusti raffinati, non potremo ammirare l’onorevole, che di onorevole ha ben poco, Clemente Mastella in costume da bagno nell’isola dei famosi su Raidue. Questa è la notizia emersa a margine della riunione dell’assemblea nazionale dell’Edeur che ha sancito la nascita del movimento politico dei “Popolari del Sud”, insomma, una notiziona davvero importante che sicuramente renderà onore a questo neonato movimento di tutto rispetto.
Clemente Mastella ha inoltre dichiarato “In verità avrei devoluto tutto in beneficenza. Per qualche settimana sono stato in dubbio se accettare la proposta anche perché Gori mi assicurava che avrei avuto una grande audience. Ma il mio scopo sarebbe stato comunque costringermi a fare un po’ di dieta. Certo non mi sarei candidato per vanità né per andare a fare l’arruffone con le ragazze“.

Questi sono i dubbi che per settimane hanno occupato la mente del nostro europarlamentare alle prese con la nascita di un nuovo movimento politico, ma da questo “clemente” potevamo aspettarci altro?

Helene Benedetti

Ieri è stato organizzato un Sit-In a Porto Sant’Elpidio, in provincia di Fermo, per ricordare Andrea Gagliardoni e tutti i morti sul lavoro.
E’ stato organizzato in quel comune perchè il sindaco, Mario Andrenacci (in foto) del PD, si rifiuta di dare un loculo a questo ragazzo, dice che i loculi non ci sono. Andrea riposa in un loculo prestato da un’amica di famiglia, il sindaco dice che i loculi sono per i morti e non per i vivi. Andrea è morto 4 anni fa, forse è un morto scaduto.
La madre Graziella Marota, lotta da anni per dare in fretta una sepoltura finale a questo figlio sfortunato.
Graziella è una donna sola, pensa che se un giorno le dovesse accadere una disgrazia non ci sarà nessuno ad occuparsi della traslazione della salma di suo figlio.

Un sindaco è un po’ il padre dei suoi cittadini. Di fronte ad una donna sola e, con una disgrazia così grande come è quella della perdita di un figlio, il sindaco dovrebbe tentare di tutto per darle serenità, invece a Porto sant’Elpidio il sindaco Mario Andrenacci, dall’alto del suo immenso orgoglio, si rifiuta di muovere un dito per questa madre.

La storia assurda, oltre a quello che vi ho già descritto, sta nel fatto che ieri, il signor sindaco Mario Andrenacci, si è presentato puntuale all’appuntamento per l’inizio del corteo contro di lui, era venuto per sfilare con noi…
Alla sua vista abbiamo pensato che fosse venuto per portarci una delibera che attestasse che finalmente il loculo per Andrea sarebbe stato concesso.
Ci sbagliavamo.
Il sindaco Mario Andrenacci era venuto per sfilare con noi per poi intervenire al dibattito
Credevo di averle viste tutte nella mia vita, questa, mi mancava davvero!
Non solo, l’assessora Annalinda Pasquali alla vista delle telecamere mi ha assolutamente vietato di pubblicare i filmati in cui lei spiegava le motivazioni INUTILI del comune… coscienza sporca assessora?

Come se non bastasse i rappresentanti della  CGIL di Fermo che con fatica hanno dato la loro adesione e che dovevano sostenerci, hanno ben pensato di fare il corteo seduti su una panchina all’ombra. Li abbiamo incontrati sul luogo dell’appuntamento, poi non li abbiamo più visti e ce li siamo ritrovati a fine corteo su una panchina, alla faccia di tutti i tesserati. Complimenti.

Andrea Gagliardoni è morto il 20 giugno 2006 per 900 euro al mese, oggi fanno 4 anni e ad Andrea viene negato il sacrosanto diritto di riposare in pace.

Grazie sindaco Mario Andrenacci
Grazie CGIL di Fermo
Grazie assessora Annalinda Pasquali

Grazie vice sindaco Monica Leoni

Grazie assessore Alberto Procaccini
Firmate la petizione per un loculo ad Andrea:
http://www.firmiamo.it/una-degna–sepoltura–ad–andrea–gagliardoni/list

Helene Benedetti